Donovan Gallo - Communication Designer

Da quando sono entrato a far parte del mondo della grafica e della comunicazione, sia da studente che da professionista, ho sempre sentito voci riguardati una strana quanto leggendaria figura: IL CLIENTE!

La leggenda narra di poveri designers costretti ad assecondare richieste assurde di questo essere brutto e cattivo, capace di mandarti materiale fotografico tramite WhatsApp, che ti scrive alle 19:00 di sabato sera, che ti manda il suo logo in Word e che soprattutto, ha bisogno del suo progetto per "ieri".

Ne ho sentito tantissime sui Clienti e sulla loro nomea: "Il Cliente è stupido, non capisce nulla e non ha rispetto per il lavoro".

Una domanda sorge spontanea… Possibile che la persona che un designer odia di più, è paradossalmente quella stessa persona che paga per il suo lavoro?

Ovviamente si fa dell'ironia da bar, giusto per farsi due risate. Ma spesso ho l'impressione che sia un po' come chi raccoglie funghi, che parlando con gli amici, aumenta di un paio di chili, il cesto raccolto il giorno prima.
Questo atteggiamento però traina con se un problema non indifferente, perché diminuisce notevolmente la reale percezione di professionalità del lavoro creativo.
Sentire lamentele a profusione da parte di designers sui propri Clienti, non fa altro che generare negatività inutile ed eccessiva, facendo passare l'intera categoria come un branco di lavoratori frustrati e demotivati. Non ho mai sentito un medico, un ristoratore, un negoziante lamentarsi pubblicamente e costantemente dei propri Clienti.
Essere riconosciuti come professionisti significa avere professionalità, e lamentarsi, non rientra di certo nelle skills di chi vuol definirsi tale. E' vero anche che là fuori è pieno di persone che non hanno rispetto per questa professione e pensano che bastino 5 minuti ed un computer per fare ciò che facciamo. Quindi? Come fare? In che modo ci poniamo davanti al Cliente ed alle sue richieste?
Per me è molto semplice:

"TRATTA IL TUO CLIENTE COME SE FOSSE IL TUO MIGLIORE AMICO!"

Questo non vuole assolutamente dire che noi dovremo abbassarci a fare tutto ciò che viene richiesto, quando e come vuole lui. Anzi, è esattamente il contrario!

Ascoltare in maniera aperta le sue esigenze, capire di cosa ha bisogno e dare il massimo per raggiungere un obiettivo comune.
Dare consigli e far capire ciò di cui ha davvero bisogno.
• Trasmettere la propria conoscenza e competenza, aiutandolo a fare qualcosa che lui (giustamente) non sa fare.
• Avere la forza di dire di no se la sua idea non è corretta o non collima con la nostra etica professionale, motivando il tutto.
Saper dire di no se le sue condizioni sono svantaggiose per no.
• Reciprocamente, dare e pretendere rispetto.

Il rispetto... beh, se nonostante tutto venisse a mancare, a quel punto ci sarebbe solo una cosa da fare: TANTI SALUTI E GRAZIE!

Non tutti possono essere nostri amici, ops Clienti!

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